Lettera a un arbitro non ancora nato

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Scrivo a te, dolce, piccola creatura in divenire.
Ancora pochi mesi e ‘verrai alla luce’.

Inizierai a respirare da solo…e a fischiare…zufolare. Niente più cordone ombelicale ma cordino con fischietto annesso e magari kit per il precision time.


Il primo grande mistero è già risolto a questo punto: arbitri si nasce o si diventa? …Si nasce. Ce l’hai nel DNA. Preparati fin d’ora a quanto di peggio i tifosi ti augureranno.
Sii pronto, perché nella tua vita sportiva fischierai tantissimo ma sarà nulla pensando a quante volte tu verrai fischiato, contestato, insultato.
Preparati a viaggiare per la tua provincia. Frequenterai le palestre più piccole, sconosciute, freddissime d’inverno e torride nei mesi primaverili. Alcune volte non ci saranno nemmeno gli spogliatoi per te.
Preparati a essere solo. Perché all’ inizio sarai, sempre, da solo: nei viaggi, in spogliatoio, in campo. Nessuno si prenderà cura di te, nessuno si rivolgerà a te chiamandoti ‘Signor Arbitro’.
Non capirai molte cose all’ inizio: perché un gruppo di genitori urlanti ti copre di insulti invece di applaudire e incitare i propri figli che a te non badano proprio perché troppo presi a rincorrere una palla (minibasket); perché l’allenatore di una squadra di ragazzini delle superiori, che ha iniziato ad arbitrare con te, passa tutta la partita a contestarti per qualunque cosa invece di insegnare la pallacanestro a coloro che cercano di ‘buttarla dentro’…(basket giovanile); fino a non capire perché quei signori con l’airbag incluso a livello bacino, immobili, fasciati dalla testa ai piedi per non perdere i pezzi durante i lori ‘scatti’ ti reputano sempre il colpevole se i loro tiri non arrivano nemmeno al ferro (basket seniores, serie minori).
Ma nonostante ciò, tu andrai avanti. Macinerai chilometri con il tuo scooter e con la macchina del papà. Tante partite anche per avere una tua autonomia economica.
Partita dopo partita, capirai che è meraviglioso correre assieme a dei giocatori dentro al campo di gioco. Ti troverai a sorridere…attore non protagonista dell’evento.
Scoprirai che ti riempie di orgoglio indossare la tua divisa. La sentirai sempre più fatta su misura per te. La curerai con sempre maggiore attenzione.
Scoprirai che anche gli insulti degli spettatori ti divertono. Quanti aspiranti comici troverai nei palazzetti!
Ti renderai conto che tutte le cose negative di una partita sono ‘proteine’ per i tuoi muscoli…’vitamine’ per la tua salute…e ti sentirai più forte.
Sarà meraviglioso scoprirei nuovi luoghi, visitare nuove province, nuove regioni…
Sarà divertente notare come le stesse persone cambieranno il modo di rivolgersi a te rispetto a quando eri agli inizi.
Sarà meraviglioso conoscere sempre più persone che come te da ‘cavalieri solitari’ si sono trasformate in membri di un gruppo. Arriverà il momento in cui anche tu avrai la tua squadra e ne sarai sempre il ‘titolare’. Da noi non ci sono ‘riserve’.
Avrai sempre più la consapevolezza di quanto importante sia il tuo ruolo per garantire lo spettacolo, per fare rispettare le regole, perché alla fine possa vincere il più forte.
Tuo scopo sarà quello di sbagliare il meno possibile, ovvio, ma soprattutto di meritarti la fiducia e il rispetto delle persone coinvolte nella partita, nell’ evento.
Tu per primo dovrai dare rispetto per riuscire a ottenerlo.
Avrai sempre degli obiettivi maggiori da raggiungere. Dovrai sudare durante la settimana in palestra con la tua…’squadra’ per raggiungerli e non sarà facile.
Ma con il lavoro ce la potrai fare. Sarai continuamente stimolato dai tuoi compagni perché nella nostra squadra il tuo successo è il successo di tutti.
Sarai continuamente visionato con l’unico scopo di vederti migliorare le volte successive.
Vivere la pallacanestro da arbitro ti può regalare tantissime emozioni, gioie, amicizie, viaggi, perfino vacanze.
In cambio ti viene richiesta solo una cosa, fondamentale: Passione, tanta passione.
…benvenuto tra noi…’Signor Arbitro’.

Roberto Chiari
‘Confesso che ho sbagliato’, Pendragon, 2009.

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