Lettera a un arbitro non ancora nato (pt. 2)

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Caro miniarbitro, impara il “gioco dell’arbitraggio” divertendoti con impegno e passione.
Sincero e onesto, abbi fiducia nelle tue scelte.
Poniti degli obiettivi e non lasciarti abbattere da eventuali delusioni e ostacoli che incontrerai. La pazienza è indispensabile per ottenere appieno i frutti del tuo lavoro e dando sempre il meglio di te stesso, raggiungerai soddisfazioni inaspettate.
Sii umile e con voglia di imparare, mai presuntuoso e arrogante, non fare esibizioni e poniti sempre in discussione, il che non significa sentirsi inferiori ma considerarsi al servizio della partita alla pari con tutte le componenti, nel rispetto e nell’applicazione del regolamento.
Non temere di commettere errori, non esiste colui che non sbaglia, ma una volta a casa è importante riflettere sull’errore per comprenderne le ragioni e ricercare le soluzioni. Conoscere il regolamento è importante ma serve a poco se non conosci le ragioni e il significato di ogni regola.
La disciplina in campo non si ottiene con gesti duri e minacciosi ma con la sicurezza e determinazione negli interventi e nei gesti. Dai rispetto e otterrai stima e rispetto. Sii sempre concentrato, ma non teso e preoccupato; sereno, naturale e spontaneo, sdrammatizza sempre e poniti con spirito collaborativo per la risoluzione dei problemi.
La riservatezza è molto importante; evita di affrontare discussioni di qualsiasi genere e non esprimere mai giudizi sui giocatori, allenatori e pubblico.
Pensa di essere come un giocatore: allenati come un atleta e vai in palestra, studia i regolamenti e le interpretazioni e aggiornati nella conoscenza della tecnica e della tattica.
In campo non esiste un punto magico, muoviti continuamente per trovare la migliore posizione di visibilità. Opera con correttezza e imparzialità. Non anticipare mai quello che presumi che stia per accadere. Non essere frettoloso, non indovinare ma guarda, valuta e fischia solo cose certe.
Ricordati che quando crederai di avere imparato tutto quello che c’è da conoscere, potrai ancora sbagliare e imparerai che ammettere un errore è un segno di… infallibilità.
Sorridi perchè il basket è gioia di vivere e riuscire a fare quello che ti piace, è certamente una cosa difficile, non è da tutti.
A te sono sempre vicino, un amico.


Massimiliano Barni
‘Confesso che ho sbagliato’, Pendragon, 2009.

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