L’avvocato arbitro Enrico D’Orazio

Il giovane vittoriese promosso arbitro dell’ex B1 di PallacanestroMiniarbitro a 15 anni, arbitro a 18 anni nel 1995, nel 1996 prima partita arbitrata la serie D, nel 1999 esordio in serie C2, nel 2001 in C1 e B d’’eccellenza femminile, nel 2007 in B2 (attuale B dilettanti) e A2 femminile, oltre 200 partite arbitrate nei campionati nazionali, da 2 anni istruttore provinciale arbitri… E dall’anno prossimo, come ha annunciato nella sua pagina facebook dopo il comunicato ufficiale, il trentatreenne avvocato vittoriese Enrico D’orazio sarà arbitro di serie A dilettanti maschile e serie A1 femminile. Un nuovo gradino di una carriera di successo col fischietto in bocca, che ha prima affiancato e poi superato quella di giocatore di pallacanestro, portata avanti da 10 a 21 anni.

 “Le promozioni — spiega D’Orazio – avvengono come in tutte le categorie: nel corso della stagione veniamo visionati da degli osservatori che a fine partita ci danno un giudizio e un voto. A fine stagione viene stilata una classifica e i primi salgono di categoria e qualcuno, retrocede… Chiaramente durante la stagione non siamo lasciati soli: veniamo seguiti da degli istruttori talvolta sul campo e talvolta su raduni che vengono fatti a inizio stagione e nel corso della stessa (quest’anno il mio raduno è il 28 e 29 agosto a Roma)”.

Se sbagli (e a volte anche se azzecchi) ti insultano, se fai giusto ti ignorano… ma chi te lo fa fare di arbitrare?

“Chi me lo fa fare? Solo una cosa, la passione per il basket. Grazie al basket poi ho visitato tutta l’Italia ma soprattutto ho amici in tutta Italia…”

E allora proviamo a convincere un quindicenne – l’età in cui hai cominciato – ad iscriversi al corso per arbitri..“Gli direi che si conoscono tantissime persone, ci si diverte tantissimo (tornei, cene e feste), ma soprattutto cresci come persona… e vivi la pallacanestro in un modo originale. A Treviso poi il Gruppo Arbitri Provinciale composto da circa 180 persone: un motivo ci sarà….”Qual è stata la tua partita più bella?

“La partita che da più soddisfazione è sempre l’ultima perché esci dal campo ed hai imparato qualcosa in più. La partita che mi ha dato più emozioni: è stata gara 3 di semifinale play off stagione 2008-2009, tra San Severo (Foggia) e Corate (Bari), in coppia con un arbitro bravisssimo (Michele Canazza di Padova), con oltre 4000 persone sugli spalti:  bellissimo!”

E invece ti è capitato di dover ammettere un  errore?

“Ho sbagliato, l’ho detto qualche volta. E guadagni il rispetto di tutti: i giocatori preferiscono l’onestà all’arroganza.”

Come cambia il compito di arbitro salendo di categoria? E’ più facile o più difficile?

“Dal punto di vista, tecnico il gioco diventa più pulito, ma molto più veloce. Ci sono meno infrazioni ma l’attenzione deve essere sempre al massimo per evitare che ti sfugga qualcosa”.

E con i giocatori?

“Il rapporto con i giocatori per me non cambia con le categorie: bisogna sempre dare il massimo rispetto a tutti i componenti della squadra. Ogni squadra (e in ogni categoria) ha giocatori più o meno rispettosi del nostro lavoro”

Gli spettatori?

“Il rapporto con il pubblico non esiste: io guardo il campo, quello che succede o si dice in tribuna non mi deve interessare.”

Gli insulti non li senti?

“O ti isoli o non sei fatto per fare l’arbitro”.

Essere avvocato ti aiuta a fare l’arbitro?

“Si, mi aiuta tantissimo in campo, per il controllo delle emozioni. Della serie: rifletti prima dì agire o parlare. Ad esempio: mai rispondere male ad un giocatore che ti insulta”.

E fare l’arbitro ti aiuta ad essere un avvocato migliore?

“Arbitrare ti insegna ad essere umile ma ti toglie la timidezza: direi due qualità essenziali per fare l’avvocato”.

Ma arbitrare al tuo livelllo è un hobby o un lavoro?

“Anche se richiede impe-gno e professionalità, arbitra¬re a questo livello rimane sempre una passione”.

L’ultima domanda D’orazio se la fa da solo.

“Ringraziamenti? Posso? Ai miei genitori che mi hanno sempre sostenuto e sopportato quando rientravo a casa arrabbiato perché una partita era andata male. Un altro ringraziamento al Gruppo Arbitri di Treviso, un gruppo fantastico che è cresciuto molto in questi ansi per merito dì tanti, ma soprattutto del mio amico Paolo Benedetti (con ogni probabilità prossimo presidente del gruppo arbitri di Treviso e già componente della commissione arbitri) che ha dedicato più tempo agli altri che a se stesso”.

Tommaso Bisagno

Da Sportquindici

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